Le scuole del Lazio n. 91  del 20 marzo 2015

NEWSLETTER DELL'ASAL - Associazione delle Scuole Autonome del Lazio

Sito web: www.scuolelazio.it; Twitter: @PresidenteAsal

LE NOTIZIE DI OGGI:

 

  1. L’ASAL c’è anche se (a volte) non si vede
  2. #labuonascuola: sarà la volta buona?
  3. RAV: l’autonomia che si interroga
  4. Certificazione delle competenze: meglio tardi che mai
  5. Asal e Roma Capitale: qualcosa si muove
  6. Asal e altre ASA: passi in avanti
  7. Visite specialistiche e permessi. Proviamo a fare chiarezza
  8. Elezioni per il rinnovo del CNPI: no comment

 

 1. L’ASAL c’è anche se (a volte) non si vede

In questi mesi l’attività dell’ASAL è continuata attraverso le riunioni del comitato di coordinamento e tutta una serie di incontri avvenuti a vari livelli di cui si accennerà in questo numero della newsletter. A volte è mancato il tempo e sono mancate le forze per tenere informate le scuole sullo svolgimento di queste attività. Il motivo è semplice ed è di immediata comprensione: in questi mesi la gestione delle scuole (ormai diventata una sorta di lotta per la sopravvivenza) ci assorbe e ci consuma, non ci consente neanche di fermarci a riflettere su ciò che ci capita. Sappiamo solo che dobbiamo correre e risolvere tutto. Questo vale per dirigenti, docenti e personale ata.
Questa newsletter dunque (scusate il ritardo!) arriva con l’ultimo treno, tra un’incombenza e l’altra (tanto non finiscono mai) e serve a fare il punto della situazione alla vigilia di mesi cruciali per la sorte delle nostre scuole.

2. #labuonascuola: sarà la volta buona?

Finalmente ne sappiamo qualcosa, anche se nulla è ancora definitivo. Dopo annunci, consultazioni, convegni, audizioni, dibattiti (e poi ancora qualche annuncio), sono arrivati finalmente i fatti, o meglio, qualcosa che li anticipa. E’ dei giorni scorsi, infatti, la pubblicazione del ddl “Disposizioni in materia di autonomia scolastica, offerta formativa, assunzioni e formazione del personale docente, dirigenza scolastica, edilizia scolastica e semplificazione amministrativa”. Un titolo piuttosto roboante che contiene un po’ tutto. La prima notizia è che si tratta di un ddl e non di un decreto. Difficile interpretare questa scelta: c’è chi dice prudenza, chi dice volontà di condivisione, chi dice che tanto non cambierà nulla, chi interpreta invece la scelta come uno dei primi diktat del neo presidente Mattarella. Sta di fatto che i tempi si allungano e che in ogni caso è ancora presto per formulare un giudizio definitivo. Una cosa però è certa: si torna a parlare di autonomia scolastica come leva strategica. Per noi che nel nostro acronimo (ASAL) portiamo alta quella seconda “A” è un fatto positivo, nuovo, carico di significati. Ma la prudenza e la libertà di pensiero e di giudizio che ci contraddistingue da sempre, unite all’esperienza non certo esaltante di questi ultimi anni (fatti più di tagli che di politiche scolastiche) ci suggeriscono estrema cautela. Autonomia sì, purché non diventi un ennesimo tentativo (in passato purtroppo già riuscito) di spostare a valle i livello della conflittualità e delle responsabilità. Le responsabilità non ci fanno paura, le abbiamo sempre invocate, purchè siano inquadrate in un contesto di norme certe e condivise.
Il resto si vedrà, il dibattito è più che mai aperto.

 

3. RAV: l’autonomia che si interroga

Ormai ci siamo, la fase operativa del RAV (Rapporto di AutoValutazione) sta entrando nel vivo. Le scuole hanno compilato ed inviato online il Questionario Scuola ed ora attendono le fasi successive fatte di dati da scaricare, leggere, studiare per poi arrivare alla compilazione vera e propria del RAV che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe essere un fondamentale strumento di lavoro per ogni scuola. E non abbiamo ragione di dubitare che non sarà così. Quando le scuole lavorano intorno all’autonomia, raccolgono dati, elaborano piani di miglioramento, in altre parole, riflettono su se stesse, fanno ciò che di più importante possa fare un’istituzione educativa. Ma se tutto gira intorno all’autonomia, cioè al complesso delle scelte che una scuola opera a favore dei propri alunni, in un determinato contesto educativo, facendo ricorso a determinate risorse, viene da chiedersi di quale autonomia stiamo parlando.
Di autonomia, per il momento, ne abbiamo vista veramente poca. E’ vero, ogni scuola compie comunque delle scelte organizzative, didattiche, progettuali ed è tenuta a risponderne. Ma lo fa in un contesto normativo rigido ed antiquato, con le risorse, poche, che conosciamo, con possibilità di scelta (si pensi solo agli organici) pressoché ridotte allo zero. Ed allora sì, valutiamoci ed autovalutiamoci, acquisiamo questa giusta mentalità che tanto ci manca, impariamo a riflettere sui nostri errori e sui nostri punti di forza (ce ne sono tanti), ma allo stesso tempo teniamo presente che la strada che porta all’autonomia è ancora molto lunga e che la stessa procedura del RAV , sia l’inizio, speriamo, di un virtuoso processo di innovazione.
Di tutto questo e di molto di più parleremo il giorno 29 aprile 2015 nell’aula magna del Galilei in un nostro convegno dedicato. Non prendete altri impegni. Abbiamo invitato, tra gli altri, il Prof. Luigi Berlinguer; dunque, un’occasione da non perdere.

 

4. Certificazione delle competenze: meglio tardi che mai

Un po’ stile “fulmine a ciel sereno” è arrivata alle scuole del I ciclo la richiesta di aderire volontariamente alla sperimentazione che prevede l’adozione dei modelli di certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado. E’ prevista una prima fase sperimentale, nel corrente anno scolastico e la generalizzazione dell’adozione dei modelli nell’arco di altri due anni scolastici. Per quest’anno scolastico le scuole potevano comunicare la loro adesione entro il 20 marzo. Una scadenza che arriva quasi alla metà del secondo quadrimestre e che ha colto tutti un po’ impreparati. Non sappiamo ipotizzare quante scuole aderiranno alla sperimentazione, ne’ con quali esiti. Siamo convinti che se fosse arrivata ad inizio anno avrebbe avuto sicuramente maggior successo. Possiamo anche dire che era da tempo che si aspettava un’indicazione simile da parte del Miur. Si tratta di una giusta iniziativa che mira ad armonizzare la fase valutativa e certificativa con quella didattica, percepite spesso come distanti. E’ uno di quei campi in cui le scuole debbono ancora compiere un grosso sforzo di innovazione e di ricerca in campo metodologico e didattico. Non si possono certificare competenze se si insegna ancora in modo frontale e nozionistico; non si possono certificare competenze se non si programmano attività ed insegnamenti condividendoli con i colleghi docenti con i quali si condividono gli stessi alunni. Fino ad ora si era fatto davvero ben poco, sia da parte del Miur che da parte delle scuole. Abbiamo dal 2012 il testo delle indicazioni nazionali interamente impostato sul conseguimento delle competenze ai vari stadi del percorso didattico di ogni alunno; eppure nelle scuole spesso si continua a valutare per obiettivi singoli ed isolati. E quando all’atto conclusivo dell’esame finale del I ciclo si compilano le certificazioni delle competenze, queste non sono altro che un doppione talvolta imbarazzante del documento di valutazione. Ben venga, dunque, il cambiamento; ci saremmo aspettati però  una tempistica diversa per arrivare più preparati all’appuntamento.

5. Asal e Roma Capitale: qualcosa si muove

Dallo scorso mese di dicembre Roma Capitale ha un nuovo assessore alle politiche educative e scolastiche e allo sport: è Paolo Masini, già Presidente della Commissione Scuole del Comune di Roma ed attento conoscitore della realtà scolastica romana. Con il nuovo assessore l’Asal ha già avuto due incontri nelle ultime settimane. Nel corso di questi incontri, l’ultimo dei quali alla presenza anche dell’assessore alle politiche sociali Francesca Danese, abbiamo cercato di ricreare un nuovo metodo di collaborazione tra le scuole ed il comune, fondato sul riconoscimento delle scuole in quanto soggetti istituzionali fondamentali per l’attuazione delle politiche in favore degli studenti, giovani cittadini. Si stanno ponendo le basi per fare in modo che le buone pratiche esistenti in alcuni municipi circa la collaborazione tra scuole ed ente locale si possano estendere ed elevare a sistema. Stiamo cercando di arrivare ad un condivisione più ampia e convinta a proposito della gestione delle risorse umane e finanziarie che il comune ha a disposizione e che potrebbero, se meglio utilizzate, diventare ottime occasioni per migliorare, per esempio, le progettualità inclusive nei vari territori e nelle scuole. Ma tutto questo passa, appunto, attraverso il riconoscimento dell’autonomia scolastica come soggetto principale di interlocuzione e di progettazione per Roma Capitale. Noi ci proviamo: speriamo bene…..

 

6. Asal e altre ASA: passi in avanti

Lo scorso 20 gennaio l’Asal, insieme alle altre associazioni di scuole autonome dell’Emilia Romagna, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, è stata ricevuta dal sottosegretario Faraone a proposito del programma “La Buona Scuola”. Dell’incontro e del documento portato all’attenzione del ministero abbiamo già dato notizia sul nostro sito. Due buone notizie sono da registrare a margine dell’incontro: in primo luogo il Miur si è impegnato ad ascoltare ancora le associazioni regionali delle scuole nei successivi step previsti per la riforma del sistema scolastico; in secondo luogo le associazioni presenti stanno tentando la strada di un coordinamento nazionale nonostante alcune difficoltà oggettive. Oltre alle ovvie complicazioni di ordine geografico, salta all’occhio la presenza di un numero ancora molto basso di regioni rappresentate, al momento solo sei; ciò significa che ancora la realtà delle associazioni regionali stenta a decollare, così come, a livello di alcuni territori, stentano a decollare le reti di scuole di tipo generalista e non legate da vincoli o singoli scopi. Fare rete o costituirsi in associazione di scuole diventerà normale, anzi, addirittura necessario, quando si arriverà ad un vero riconoscimento del valore dell’autonomia scolastica e delle sue forme di aggregazione.
Da sempre l’Asal è convinta sostenitrice della necessità di costituirsi in reti, in associazioni e di creare un coordinamento nazionale tra queste realtà.
Ma di certo la strada, anche in questo caso, appare lunga e ricca di insidie.

 

7. Visite specialistiche e permessi. Proviamo a fare chiarezza (a cura di Brunella Maiolini)

Dopo la Circolare della Funzione Pubblica n.  2 del 17 febbraio 2014, che regolamenta le assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici nelle Amministrazioni Pubbliche, si sono succedute per la scuola una serie di Note, Ministeriali e di Uffici Scolastici Regionali, che invece di aiutare a fare chiarezza hanno creato un bel po' di confusione di cui davvero non si sentiva bisogno.

Mentre infatti le scuole si stavano adeguando, in quanto Pubbliche Amministrazioni, alla Circolare della Funzione Pubbliche, il M.I.U.R. emanava la Nota 5181 del 22/04/14, destinata ai dipendenti degli Uffici Centrali e Periferici del Ministero, che erroneamente molti U.S.R. hanno diffuso anche alle scuole.
La Nota infatti non solo aveva come destinatari i soli Uffici Centrali e Periferici del Ministero, ma inoltre citava il C.C.N.L. 16.5.1995 (che è il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Ministeri) e infine faceva riferimento a istituti contrattuali (quali i riposi compensativi) che esistono per il personale ministeriale ma non per il personale delle scuole. 
Insomma, anche se diffusa erroneamente agli Istituti Scolastici, una lettura attenta avrebbe comunque consentito alle scuole di capire senza ombra di dubbio che non le riguardava. Viene peraltro anche prodotta il 29/05/2014 un'ulteriore Nota dal MIUR per precisare che non si applicano alle scuole le "disposizioni di dettaglio" contenute nella Nota 5181 (ad esempio cioè il ricorso a istituti contrattuali che non sono contemplati nel Contratto del Comparto Scuola).

Interpretazioni diffuse, purtroppo anche da Sindacati, hanno suggerito però la lettura che la Nota del 29 maggio volesse intendere che fosse la stessa Circolare della Funzione Pubblica a non applicarsi alle scuole, e non le sole disposizioni di dettaglio della 5181.
Cosa ne è derivato, in termini di conflittualità nelle scuole con i dipendenti, è storia nota a tutti.

Oggi per fortuna vari USR hanno ulteriormente precisato che circolare n. 2/2014 del Dipartimento per la Funzione Pubblica, si applica anche agli istituti e scuole di ogni ordine e grado e alle istituzioni educative in quanto amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001 e successive modifiche ed integrazioni, mentre non riguardano il personale scolastico le sole disposizioni di dettaglio contenute nella nota MIUR prot. n. 5181 del 22/04/2014.
Restano però nelle scuole incertezze e contrasti, proviamo quindi a fare il punto su come comportarsi.

Il personale della scuola, in caso di assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici può chiedere:

Può anche giustificare ancora l'assenza come malattia, ma solo nel caso in cui la visita sia concomitante con la malattia (a titolo di esempio: ci si assenta per un ascesso al dente e si deve andare quindi dal dentista). In questo caso però l'assenza va trattata in tutto come assenza per malattia, per cui: 

 

8. Elezioni per il rinnovo del CNPI: no comment

Qui, veramente, non ci sono parole per commentare l’ennesima incombenza che, a sorpresa, ricade sulle scuole. Non si capisce bene a cosa serva quest’organo, dentro quale disegno di governance del sistema scolastico sia inserito; alcuni ne ignoravano addirittura l’esistenza o, quantomeno, la permanenza in vita. Eppure esiste ancora e bisogna rinnovarlo. Ancora carichi di lavoro di dubbia utilità sulle scuole. No comment.

 

 

 

 

Ecco come fare per ottenere l'adesione all'ASAL di una scuola o di una rete di scuole e per pagare la quota annuale
1) Delibera del Consiglio di Circolo/Istituto o dell’organo preposto se si tratta di una rete di scuole; non è obbligatorio inviarla; basta citarne gli estremi nella lettera di adesione;
2) Lettera di adesione: va inviata una comunicazione presso la sede operativa sotto indicata anche per posta elettronica;
3) Pagare la quota associativa annuale: 
SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE : 50,00 euro - RETI DI SCUOLE: 25,00 euro x numero di scuole che compongono la rete (es. rete di 10 scuole = 250,00 euro)
Il versamento, a favore dell’Associazione, va fatto tramite bonifico bancario, utilizzando l'IBAN riportato di seguito. La spesa va imputata, nell’ambito del Programma Annuale, alle iniziative di Rete, di cui all’Art.7 del DPR 275/99 e all’Art. 56 del D.M. 44 del 1 febbraio 2001.
CODICE IBAN: IT87L0521603205000000002423 (Credito Valtellinese - Agenzia n. 5 di Roma)
CODICE FISCALE ASAL: 97227780588
INTESTATO A: ASAL (Non serve la denominazione estesa né l'indirizzo)
ATTENZIONE: Poiché dall'estratto conto non è sempre possibile capire da quale scuola proviene il bonifico per il pagamento della quota associativa annuale, si prega di indicare nella causale il codice meccanografico principale della scuola che fa il bonifico. Esempio: CAUSALE: "RMEE11500L - QUOTA 2015" (non serve altro!)
DENOMINAZIONE UFFICIALE: Associazione delle Scuole Autonome del Lazio - Asal
SEDE OPERATIVA: ISTITUTO COMPRENSIVO “VIA DELLE CARINE” 
Via delle Carine 2 – 00184 Roma 


Ricordiamo che L’Asal vive delle quote di adesione versate dalle scuole aderenti. Non ha contributi pubblici né sponsor privati. La gestione economica dell’Asal è trasparente al 100%: ognuno può scaricare il rendimento economico, che il Tesoriere e il Presidente presentano all’Assemblea Plenaria, andando sul sito dell’Associazione e cliccando su “Verbali assemblea plenaria”. Le scuole aderenti debbono inviare la quota annuale entro i primi tre mesi di ogni anno. Grazie.


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