Le scuole del Lazio n. 92  del 31 ottobre 2015

NEWSLETTER DELL'ASAL - Associazione delle Scuole Autonome del Lazio

Sito web: www.scuolelazio.it; Twitter: @PresidenteAsal

LE NOTIZIE DI OGGI:

  1. L’epoca delle transizioni infinite
  2. Organico potenziato: quali prospettive?
  3. Rete!
  4. La semplificazione che non arriva mai
  5. Alternanza scuola-lavoro: cosa sta accadendo realmente nelle scuole?

 

 

1. L’epoca delle transizioni infinite

Questo sarà un anno di transizione……. Ormai questa fase la sentiamo dire da troppo tempo, ogni anno è di transizione. Quello appena passato era di transizione per il RAV; quello di quest’anno lo è per l’organico potenziato; se si pensa alla valutazione delle scuole, dei dirigenti e dei docenti ogni anno è un anno di transizione, quasi all’infinito; la sperimentazione sulla certificazione delle competenze ha bisogno di un anno di transizione…… Le certezze in questi ultimi dieci anni sono venute solo dai tagli alle scuole e dai dimensionamenti più o meno scriteriati. Ma possibile che si debba vivere nelle scuole sempre in attesa di una stabilità che non arriva mai? Possibile che nessuno abbia mai un disegno di medio-lungo periodo, tale da porre obiettivi da raggiungere senza fretta ma con la necessaria lucidità di chi pensa, progetta, investe, realizza e rendiconta? Le scuole non meritano tutto questo, hanno bisogno di essere pensate come organizzazioni che necessitano di tutt’altra considerazione, se veramente si vuole metterle al centro del paese e delle agende politiche. Intanto l’anno scolastico è ricominciato con problemi vecchi (tanti) e nuovi (qualcuno); ma anche con qualche risorsa per in più per il funzionamento; un funzionamento reso però sempre più farraginoso dall’immensa mole di norme e di burocrazia che governano e sottendono ad ogni singolo atto amministrativo e contabile. Anche quest’anno abbiamo atteso a lungo prima di vedere tutti i docenti nominati su incarichi annuali; in molti casi si stanno ancora aspettando gli insegnanti di sostegno per le deroghe; l'aggiornamento delle graduatorie porta sempre con se' una precarietà di situazioni che ovviamente va a pesare su alunni, docenti, famiglie, organizzazioni lavorative complesse. Siamo in attesa del potenziamento dell’organico e questa, di per sé, è una buona notizia; resta ancora qualche dubbio sulla reale ed effettiva efficacia di questa nuova iniezione di nuovi docenti catapultati nel bel mezzo di novembre all’interno di scuole già faticosamente avviate, ma si sa, questo sarà un anno di transizione……

 

2. Organico potenziato: quali prospettive? (A cura di Flora Beggiato)

Come è noto l’organico potenziato concorre alla piena realizzazione delle esigenze didattiche, organizzativo e gestionali e si connota all’interno dell’organico dell’autonomia così come si evince nei commi 5 e 63 della legge 107. Mentre per l’organico dell’autonomia si dovrà aspettare l’anno scolastico 2016/17, nel presente anno scolastico l’assegnazione dell’organico potenziato avviene all’interno della fase C del piano straordinario di assunzione, che secondo quanto comunicato si concluderà nel mese di Novembre. In questo vorticoso inizio di anno scolastico le scuole hanno proceduto a deliberare le richieste di organico potenziato nei campi predisposti dal MIUR, riferiti agli obiettivi formativi del comma 7. I Collegi dei Docenti hanno individuato le  priorità a partire dai risultati dei Rav , degli obiettivi di miglioramento indicati, tenendo conto delle singole specificità in relazione  al settore educativo, agli  indirizzi e ai contesti. Siamo consapevoli che nel presente anno scolastico  le assegnazioni  di organico potenziato, soprattutto per le scuole secondarie, non saranno esaurienti e potranno non corrispondere alle scelte operate, in quanto si opera all’interno della fase C del piano straordinario di assunzione e si potrà attingere a ciò che è rimasto a disposizione dopo le operazioni che hanno interessato la fase 0-A-B e le assegnazioni di supplenze annuali. Già nella maschera SIDI  di inserimento delle priorità dell’organico potenziato appariva chiara la scarsa possibilità di scelta essendo possibile indicare le priorità, solo con uno scorrimento in verticale di frecce, senza poter dare altre  opzione riferite alla quantità o all’esclusione di un campo in favore dell’incremento di richiesta in un altro. La recente Determina n° 500 del 21 ottobre 2015, del Direttore Generale del Lazio, chiarisce lo scenario: sono definiti e quantificati i posti di organico potenziato suddivisi per provincia e ripartiti per scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado con relative classi di concorso e di sostegno. Spetterà agli Ambiti Territoriali Provinciali l’attribuzione degli organici dei posti di potenziamento, operando una corrispondenza tra le scelte operate dalle scuole, il fabbisogno in ordine al numero di alunni, indicatori di complessità, le classi di concorso rimaste libere per la fase C e le disponibilità ad occuparli. Presumibilmente entro dicembre saranno concluse tutte le operazioni ed avremo un organico di potenziamento. Soltanto a quel punto, vedendo esattamente ciò che arriverà, e valutando lo scarto esistente tra ciò che avremo voluto, ciò che è stato  richiesto  e ciò che ci sarà dato, sarà possibile riorientare e ridefinire le scelte didattiche ed organizzative. Sicuramente avere più docenti, sarà l’effettivo valore aggiunto di tutta l’operazione. Questo consentirà alla luce di quanto previsto dall’art. 85  della 107, di avere un po’ di respiro nelle coperture delle supplenze brevi, soprattutto per il primo giorno di assenza. Ma non potrà essere soltanto questo l’utilizzo dell’organico funzionale, in quanto i motivi per cui è richiesto, come lo stesso art. 85 ricorda, sono collegati al perseguimento degli obiettivi formativi del comma 7 e vanno ricondotte a ragioni di natura didattico educativa, di potenziamento dell’offerta formativa e di piena attuazione dell’autonomia.

Occorrerà pertanto collocare l’utilizzo dell’organico potenziato in un’ottica sistemica  di ottimizzazione complessiva e funzionale delle risorse che coniughi la flessibilità organizzativa e didattica con la certezza dei percorsi di miglioramento.

Alla stregua di quanto avveniva un tempo che sembra remoto, nelle scuole primarie con la compresenza dei docenti, si potrebbero programmare delle quote di utilizzo dell’organico potenziato, in situazione di flessibilità organizzativa, di supplenza e di progettualità.
La presenza dell’organico funzionale, a dicembre apre comunque numerosi interrogativi in merito a

Nonostante le difficoltà di varia natura, determinate dal non aver considerato fino in fondo la complessità didattico organizzativa e di non aver tenuto nel debito conto i tempi  della scuola, riteniamo l’organico potenziato una risorsa importante per la piena attuazione dell’autonomia.
Ricordiamo che l’organico funzionale era già previsto nelle disposizioni legislative degli anni 90 ( Legge 662/96 art.1 comma 72; Legge 59/97 art. 21 D.P.R. 233/98, D.P.R. 251/98, D.M. 71/99) , era stato declinato come organico  funzionale di rete dal D.L. n.5 del 9 febbraio 2012, art.50, ma mai attuato, ed ha sottolineato le possibilità concrete di attuazioni della scuola dell’autonomia fin dal DPR 275/99.
Le anomalie di attuazione del presente anno scolastico, sicuramente comporteranno disagi ed operazioni spurie di assestamento; tuttavia, pensiamo che il tutto si inserisca all’interno di un processo complessivo che assegna alle scuole, dopo molti anni, risorse aggiuntive.
L’attenzione sarà comunque vigile in tutte le operazioni e con il contributo di tutti si potranno ricavare, anche dagli errori e dalle aporie, suggerimenti utili per il difficile e complesso lavoro che ci attende, a breve,  per la definizione del piano triennale che costituisce la base su cui determinare l’organico dell’autonomia.

 

3. Rete!

Ancora una volta di torna a parlare di reti di scuole. Era già capitato negli anni scorsi, c’erano già state tante buone intenzioni da parte di governi, forze politiche, associazioni; si erano presi impegni, erano state previste linee guida, sembrava sempre di stare lì lì per raggiungere un traguardo importante; ma poi, alla fine, come in una gigantesca bolla di sapone tutto ciò che si stava preparando svaniva e tutto tornava a trascinarsi stancamente come prima. Le reti territoriali comunque costituite fin dai primi anni del decennio precedente hanno continuato strenuamente le loro attività in attesa dell’appuntamento successivo. Ed ora questo appuntamento sembra stia per arrivare……o, almeno, dovrebbe arrivare. I modi dei verbi al condizionale sono quanto mai d’obbligo.  La costituzione delle reti di scuole è stabilita dal comma 70 della legge 107/15 ed è affidata all’iniziativa degli UU.SS.RR. che debbono procedere alla loro definizione entro il 30 giugno 2016. Dunque, finalmente si fa “rete”? Sembrerebbe proprio di sì (continuiamo ad usare il condizionale) anche perché la disposizione è contenuta nella legge 107 e tutti sappiamo quanto sia importante per il governo doverla applicare per intero e senza indugio. Ma a cosa serviranno queste reti? La legge individua per le reti alcuni compiti e funzioni:  “…..valorizzazione delle risorse professionali, gestione comune di funzioni e di attività amministrative, nonché realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale, da definire sulla base di accordi tra autonomie scolastiche di un medesimo ambito territoriale, definiti «accordi di rete»”. Valorizzazione di risorse, gestione comune di funzioni, realizzazione di progetti, tutto racchiuso negli accordi di rete. Una storia tutta da scrivere quindi ma che non parte proprio da zero. In questi anni noi dell’Asal alle reti ci abbiamo sempre creduto ed in tantissime occasioni abbiamo tentato di raccontare quanto fosse utile ed importante per le scuole dar vita alle reti e sostenerle. Ci permettiamo perciò di indicare alcuni rischi ed alcune opportunità, a partire da alcune domande fondamentali: quali dovrebbero essere le finalità, le funzioni, le tipologie e il dimensionamento, le risorse e le strutture delle reti?

Nel Lazio il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Dott. Gildo De Angelis si è fatto promotore di due iniziative importanti: una ricognizione delle reti esistenti a livello regionale ed un’iniziativa formativa rivolta ai Dirigenti Scolastici proprio sui temi legati al rapporto tra scuola e territorio. Le salutiamo con favore e riponiamo in queste iniziative molta speranza. Mettiamo a disposizione delle scuole la nostra esperienza e proviamo insieme a non farci sfuggire quest’ulteriore occasione, quella di mettere a segno finalmente la nostra Rete!

.....e invece è appena arrivata la notizia di autogol: il Miur ha promosso un gruppo di lavoro nazionale per l'applicazione del comma 70 dell'art.1, quello relativo alle reti. Ebbene di questo gruppo non fa parte nessun esponente di rete o associazione di scuole. Sconcerto.

 

4. La semplificazione che non arriva mai (A cura di Stefania Grosso)

Anche con le ultime modifiche della segreteria digitale e con le modifiche relative alla Gestione Giuridica e Retributiva dei Contratti della Scuola ci troviamo di fronte ad un aggravio di lavoro per le scuole e le segreterie, peraltro in sofferenza per il noto problema dell'impossibilità di nominare
sugli Assistenti Amministrativi (e pensiamo questo cosa può significare in caso di maternità e/o gravi patologie!)
Ancora una volta il miraggio della dematerializzazione o della semplificazione ci sembrano una presa in giro.
Attendevamo tutti con ansia che Noipa si prendesse direttamente in carico il pagamento delle supplenze brevi, ora che è successo possiamo constatare che il sistema e' più complesso del precedente e che richiede, per ogni passaggio, validazioni e trasmissioni multiple.
Ci chiediamo anche come sia possibile che così tante attività ricadano ormai  direttamente solo sulle scuole, sempre senza ulteriori finanziamenti.
E' di questi giorni, poi, l'ultima chicca che riguarda la possibile rendicontazione del bonus di € 500 ai docenti a carico del personale della segreteria!
Ci auguriamo che almeno questa attività, non essendo questi fondi che entrano nel bilancio della scuola, possa essere svolta direttamente dai docenti su un sistema informatizzato.

 

5. Alternanza scuola-lavoro: cosa sta accadendo realmente nelle scuole? (A cura di Silvia Sanseverino)

Con la pubblicazione della “Guida operativa” (Miur, 8 ottobre) e l’emanazione della Circolare (USR Lazio, 13 ottobre) che mette a disposizione fondi a sostegno dell’innovazione, l’alternanza scuola-lavoro ha assunto carattere di priorità nella agenda delle scuole superiori. Se gli Istituti Tecnici e Professionali partono avvantaggiati, potendo contare sulle esperienze collaudate negli anni precedenti, per la maggior parte delle scuole questa metodologia didattica costituisce una novità assoluta, presuppone un’azione di conversione culturale molto forte e richiede un impegno organizzativo importante, articolato su più fronti, che, per essere messo a sistema, richiederà un rodaggio di alcuni anni. Forme di osservazione attiva in azienda con rielaborazione in classe di quanto osservato, esperienze di job-shadowing e stage non sono state inconsuete, nei Licei, negli ultimi anni, hanno incontrato il gradimento degli attori coinvolti ed hanno avuto buone ricadute sulla didattica tradizionale e sull’orientamento. Ma si è trattato di esperienze d’elezione, che hanno coinvolto piccoli numeri, per questo non difficili da gestire. Ora l’attuazione del disposto dei cc. 33-44 della L.107 richiede alle scuole di attrezzarsi in modo strutturato per mettere a sistema il nuovo modello didattico.

I numeri in gioco

La disposizione si attua a partire dalle terze classi dell’anno scolastico 2015-16. I numeri in gioco sono significativi: l’esperienza riguarderà seicentomila studenti (dato nazionale), intorno ai trecento per un Istituto Superiore di medie dimensioni, destinati a triplicare a regime: un contingente che dovrà svolgere negli ultimi tre anni di scuola superiore attività di alternanza per 400 (negli Istituti Tecnici e Professionali) o 200 ore (nei Licei).
Si comprende da queste cifre quanto la nuova sfida sia impegnativa anche perché l’azione si articola sul fronte interno ed esterno alla scuola.

Il fronte interno

Una prima questione allo studio delle le scuole (per le implicazioni normative e organizzative che comporta) riguarda la modalità di realizzazione dell’alternanza SL: in base al co. 35 della L. 107 l’alternanza può essere svolta anche durante la sospensione delle attività didattiche / con le modalità dell’impresa formativa simulata / all’estero.
Considerare le attività di alternanza sostitutive o integrative dell’attività didattica comporta scenari diversi: inserire 400/200 ore di alternanza nel monte ore curricolare, infatti, significa ridisegnare i metodi e i contenuti della didattica dell’ultimo triennio delle secondarie, didattica che non può essere più tradizionale e trasmissiva, mentre prevederle come integrative significa interferire nel tempo degli studenti (e delle loro famiglie) in genere libero da attività didattiche (se si eccettuano le attività di recupero estive).
Risolto questo nodo, la nuova modalità non può che essere affrontata in termini di didattica orientante, come strumento permanente e strategico, per garantire lo sviluppo della persona e della sua identità, il sostegno dei processi di scelta e decisione di vita personale e professionale, la promozione dell’occupazione attiva, della crescita economica e dell’inclusione sociale.
Questa impostazione richiede di individuare figure di sistema stabili e riconosciute per il monitoraggio e la certificazione delle esperienze maturate da ogni studente nelle attività di alternanza e di investire sulla formazione di docenti cui affidare il compito di costruire competenze orientative di base (predisporre un curricolo formativo unitario verticale in raccordo con la scuola secondaria di primo grado, recuperare il valore orientativo delle singole discipline, predisporre un piano organico per l’orientamento, recuperare il valore della cultura del lavoro del lavoro per la persona).
Altre azioni da prevedere sul fronte interno: l’organizzazione della formazione degli studenti in obbligo di alternanza in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, come previsto dal D.Lgs. 81/08, e un piano di informazione rivolto alle famiglie e agli stessi studenti.

Il fronte esterno: la collaborazione da parte del territorio

Se le scuole sono pronte –o quasi- per partire non è scontato che il territorio offra la possibilità di svolgere tante ore per un numero così grande di studenti interessati e l’impennata della domanda di «collocamento» a fronte di un’offerta ridotta può creare dissimmetrie nel rapporto scuole – aziende/enti.
In questo anno di avvio dell’esperienza è naturale per le scuole interpellare i loro partner tradizionali, con i quali esistono rapporti consolidati, ma a tendere occorrerà orientarsi verso la costruzione di un sistema integrato: occorrerà cioè partire dalla analisi dei bisogni socio-economici del territorio e dalla individuazione delle priorità per mettere in campo una strategia condivisa di “rete”, organizzare un quadro territoriale di interventi (un piano di percorsi e servizi che accompagnino lo studente nello sviluppo del proprio progetto individuale e professionale), ottimizzare le risorse disponibili e individuare le possibili sinergie interne ai sistemi e tra i sistemi (istruzione, formazione, impiego, amministrazioni locali, servizi sanitari, associazionismo)

Gli strumenti attuativi e le fonti di finanziamento

Alla base della metodologia formativa dell’alternanza SL c’è un ripensamento dell’istruzione fondato su una maggiore attenzione allo sviluppo di competenze di base e trasversali (responsabilità, spirito di iniziativa, motivazione, creatività, imprenditorialità) e di competenze specifiche (apprendimento delle lingue straniere, sviluppo della cultura digitale).
Gli strumenti attuativi previsti dalla L. 107, per lo sviluppo di tali competenze sono il Piano Nazionale Scuola Digitale (commi 56 e 58) e i Laboratori per l’occupabilità (comma 60).
Dall’anno scolastico 2004/2005, il MIUR contribuisce allo sviluppo dell’alternanza attraverso l’attribuzione di appositi finanziamenti agli Uffici Scolastici Regionali, i quali ne dispongono con modalità e criteri di assegnazione alle singole scuole. L’assegnazione dei fondi è differente in base alle regioni: alcuni Uffici scolastici regionali hanno finanziato tutti gli ordini di studio, altri hanno destinato l’importo ricevuto unicamente agli istituti professionali. L’USR Lazio ha emanato il 13 ottobre (con scadenza 30) la circolare con la quale sono stati posti a disposizione delle scuole fondi (di non rilevante entità). Altre fonti di finanziamento, oltre a quanto previsto dalla L. 107 (100 milioni annui a partire dal 2016), saranno quelli del FSE cui le scuole potranno accedere partecipando al bando che deve essere emanato.
Infine un utile aiuto per tutte le scuole potrebbe essere rappresentato dalla stipula, da parte dell’USR, di convenzioni-quadro (come previsto dal DLgs. 77/05) cui i singoli istituti possano aderire e, per i licei, un tavolo regionale “dedicato”.

 

 

Ecco come fare per ottenere l'adesione all'ASAL di una scuola o di una rete di scuole e per pagare la quota annuale
1) Delibera del Consiglio di Circolo/Istituto o dell’organo preposto se si tratta di una rete di scuole; non è obbligatorio inviarla; basta citarne gli estremi nella lettera di adesione;
2) Lettera di adesione: va inviata una comunicazione presso la sede operativa sotto indicata anche per posta elettronica;
3) Pagare la quota associativa annuale: 
SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE : 50,00 euro - RETI DI SCUOLE: 25,00 euro x numero di scuole che compongono la rete (es. rete di 10 scuole = 250,00 euro)
Il versamento, a favore dell’Associazione, va fatto tramite bonifico bancario, utilizzando l'IBAN riportato di seguito. La spesa va imputata, nell’ambito del Programma Annuale, alle iniziative di Rete, di cui all’Art.7 del DPR 275/99 e all’Art. 56 del D.M. 44 del 1 febbraio 2001.
CODICE IBAN: IT87L0521603205000000002423 (Credito Valtellinese - Agenzia n. 5 di Roma)
CODICE FISCALE ASAL: 97227780588
INTESTATO A: ASAL (Non serve la denominazione estesa né l'indirizzo)
ATTENZIONE: Poiché dall'estratto conto non è sempre possibile capire da quale scuola proviene il bonifico per il pagamento della quota associativa annuale, si prega di indicare nella causale il codice meccanografico principale della scuola che fa il bonifico. Esempio: CAUSALE: "RMIC8D6009 - QUOTA 2016" (non serve altro!)
DENOMINAZIONE UFFICIALE: Associazione delle Scuole Autonome del Lazio - Asal
SEDE OPERATIVA: ISTITUTO COMPRENSIVO “VIA DELLE CARINE” 
Via delle Carine 2 – 00184 Roma 


Ricordiamo che L’Asal vive delle quote di adesione versate dalle scuole aderenti. Non ha contributi pubblici né sponsor privati. La gestione economica dell’Asal è trasparente al 100%: ognuno può scaricare il rendimento economico, che il Tesoriere e il Presidente presentano all’Assemblea Plenaria, andando sul sito dell’Associazione e cliccando su “Verbali assemblea plenaria”. Le scuole aderenti debbono inviare la quota annuale entro i primi tre mesi di ogni anno. Grazie.


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